SCONTRI A KINSHASA

SCONTRI A KINSHASA

SCONTRI A KINSHASA di Chiara Castellani - Kinshasa 20.01.2015

La mia vocazione: far studiare la gente.
Sono giorni difficili qui in Congo. Giorni pieni di incertezza, di sofferenza, di egoismi. Giorni in cui nemmeno la morte di un numero imprecisato di giovani vite (3 per il governo, 14 per l'opposizione) riesce a scuotere le coscienze di chi è al potere e cerca a tutti i costi di mantenerlo, per la confusione delle parole della politica laddove il governo ha appena votato in un giorno di festa una legge elettorale pro-domo sua: per mantenere il potere ancora per 3 o 4 anni. Ciò che hanno fatto con risultati molto negativi altri governi e presidenti Africani (cercare di modificare la Costituzione permettendo a Kabila il terzo mandato, una scelta che sarebbe stata visibilmente perdente), il parlamento al potere ha modificato la legge elettorale rendendo obbligatorio il censimento prima delle elezioni, che verrebbero di conseguenza posticipate. Ciò ha scatenato le manifestazioni degli studenti, su cui la polizia ha tirato non solo lacrimogeni.

 

Adesso domina lo smarrimento di chi crede nella democrazia e la paura che si manifesta nel silenzio complice dei più. Però parlandone qui stamane a Kenge vedo come fra la mia gente non si è più disposti ad accettare con fatalità la povertà che traduce il menefreghismo dei governanti. Che ora votano per auto-mantenersi al potere bel aldilà di ciò che recita la Costituzione.
Oggi in Congo non è più sufficiente mettere l’uomo giusto al posto giusto, ma occorre creare un nuovo clima che garantisca la trasparenza nella gestione delle risorse materiali e umane.
A Kenge come a Moanza e Kimbau la gente è stanca di abusi e corruzione, ma soprattutto è talmente cresciuta nella coscienza dei propri diritti, che non sembra più disposta a cedere né agli uni né all’altra.

La RDC é una repubblica presidenziale e uno Stato unitario fortemente decentralizzato che comprendeva undici Province, ma è di questi giorni la creazione di 5 nuove provincie fra cui quella del Kwango dove sono situate Kenge e Kimbau.
Per l’insieme del paese l’incidenza della povertà (71,34%) é molto elevata se quest'ultima viene comparata a quella degli altri Paese dell’Africa centrale. In effetti la povertà raggiunge delle proporzioni spaventose, perché interessa oltre il 70% della popolazione del Paese. L’ampiezza del problema povertà varia considerabilmente d’una regione all'altra, secondo la residenza in contesto urbano o rurale, secondo le categorie socio-professionali etc.
La povertà sfocia qui a Kenge nella non soddisfazione dei bisogni fondamentali della popolazione, che un troppo magro finanziamento dei settori sociali come la Salute e la scuola a causa delle risorse magre mobilizzabili dallo Stato.

Con il coordinamento e con tutti voi abbiamo sempre pensato che la migliore strategia di lotta contro la povertà non deve consistere più nel finanziare dei progetti di “consumo di servizi” ma piuttosto nell’inventare progetti che possano a lungo termine aiutare le popolazioni rurali a generare e pertanto a disporre stabilmente di una fonte di reddito. Lotta alla povertà significa fare studiare i giovani e anche i padri di famiglia in modo che sapranno un giorno assumere i costi dell’educazione dei loro figli, dell’assistenza sanitaria, dell’alimentazione adeguata dei loro familiari!
A Kimbau il futuro di povertà è già stato totalmente ribaltato perché reinventato con l’elettricità, io con la testardaggine di sempre, Paolo con la sua testardaggine pari alla mia, loro con l’inguaribile ottimismo dei poveri in Africa e soprattutto in Congo, e tanti altri hanno contribuito a questo sogno.
Per questo di fronte a quello che è solo il primo passo (riaccendere la lampadina a Kimbau e ricostruire assieme a loro il loro sogno di sviluppo), nonostante le difficoltà io non mi fermo, continuo a sognare e loro sognano con me perché sognare in Africa significa non solo non arrendersi, non solo non fermarsi a godere le piccole conquiste, ma continuare a costruire con testardaggine il nostro sogno di creare, con la nostra elettricità, con la nostra acqua che finalmente abbiamo, un polo di sviluppo agricolo e produttivo a Kimbau.

In questo clima è nato il progetto formativo “per tappe progressive” dell'ITM e dell'ISEA di Kimbau e dell“università della brousse” o ISTM di Moanza.
L’obiettivo è di offrire alla popolazione delle prestazioni sanitarie di qualità, centrate sulla persona e non sulle esigenze dei programmi prioritari. In effetti l’aiuto internazionale consacrato alla Salute è aumentato dopo il 2001, ma rimane in gran parte destinato ai programmi verticali (Fondo Mondiale per la lotta contro la Malaria, l'AIDS e la Tubercolosi).
Il dato di fatto è che all'indomani della ridefinizione della politica Sanitaria Nazionale le risorse destinate alla lotta selettiva contro le malattie prima citate sono le uniche disponibili nel settore sanitario. La conseguenza è l'approcio verticale e il fallimento dei principi di base di Alma Ata che prevede la Zona sanitaria come unità operativa e i servizi sanitari centrati sulla persona nella sua integralità.
I dati attuali dimostrano che le risorse umane per la Salute sono un problema grave in RDC.
La ripartizione delle risorse umane in zona rurale e urbana è per lo meno non equilibrata.
Gli ITM (livello intermedio) formano infermieri di livello A2. A causa dell'interesse dei politici di far leva sul personale sanitario per avere più voti, si sta assistendo da alcuni anni a una moltiplicazione di strutture di formazione fantomatiche dove basta pagare per avere un diploma di infermiere. A Kimbau, Moanza, Kenge 2 non sarà mai così. Anche grazie a voi!
In questo contesto infatti le vostre borse di studio ottengono ben due risultati: quello di far studiare dei giovani senza risorse ma motivati, e quello di aiutare l'Istituto a pagare le tasse e a funzionare.
Avrei voluto ringraziarvi prima raccontarvi queste cose, ma a causa della situazione del Paese da ieri hanno oscurato le comunicazioni, da ieri pomeriggio non riesco a spedire le mie emails, e da stamattina gli sms non passano, la connessione internet passa molto difficilmente, ed è veramente difficile vivere senza poter comunicare nell'era della comunicazione, specialmente quando ci si è già abituati ad accedere da Kenge dove c'é l’antenna satellitare, a spedire 100 sms al giorno per 25 centesimi di $ di cui molti in Europa grazie a un'invenzione di Facebook. Ma spero egualmente di riuscire oggi perché proprio adesso il mio amico Constant ha riacceso in un sol colpo il router dell’e-mail satellitare e le nostre speranze di comunicare con il resto del mondo.
Chiara

 

Per comprendere meglio la situazione attuale a Kinshasa vi segnaliamo alcuni giornali internazionali che hanno affrontato l'argomento:

http://www.internazionale.it/storia/sono-morte-tre-persone-durante-una-protesta-nella-repubblica-democratica-del-congo

http://www.reuters.com/article/2015/01/21/us-congodemocratic-politics-protests-idUSKBN0KU0UI20150121

http://www.lemonde.fr/afrique/article/2015/01/22/le-gouvernement-conteste-que-les-violences-a-kinshasa-aient-fait-42-morts_4561579_3212.html

http://www.misna.org/economia-e-politica/si-estende-la-protesta-scontri-anche-nellest-22-01-2015-813.html

http://www.congotopnews.com/2015/01/news-de-kinshasa-de-ce-21012015-leglise-catholique-organise-une-marche-demain-jeudi-2201-non-aux-massacres-www-congotopnews-com/